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Gerulata
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mwiqmwigGerulata era un mwiwforte romanomwja mwjqausiliario che faceva parte della catena di postazioni militari presenti lungo il mwjgmwjwlimes danubiano nel mwkasettore pannonico. Si trova nei pressi della cittadina di mwkqRusovce in mwkgSlovacchia, a pochi chilometri ad ovest di mwkwBratislava.

Contents

Nome
Storia
Note

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Nome

Il forte di mwlwGerulata fu menzionato per la prima volta sia nella mwmamwmqTabula Peutingeriana,cite-ref-6[6] sia nella mwngmwnwNotitia dignitatum accanto alla lista delle truppe del mwoamwoqDux Pannoniae primae et Norici ripensis.cite-ref-notocc34-7-0[7]

Posizione

Il forte fu posizionato proprio dove il mwqqDanubio raggiunge il confine dell'attuale mwqgSlovacchia e si genera come un collo di bottiglia chiamata mwqwporta Hungarica (presso mwraDevín), tra i mwrqPiccoli Carpazi ed i Monti Hundsheimer. Rallentando il suo corso, ciò porta ad accumulare estesi depositi di ghiaia, che costringono la corrente del fiume a dividersi in numerosi "bracci". A ciò si aggiunga che il fiume mwrwMorava confluisce nel Danubio poco più a monte. Oggi mwsaBratislava sorge al di là di due grandi isole fluviali, sul lato opposto al forte romano di mwsqGerulata. E se la più piccola delle due isole, apparteneva probabilmente ai territori romani della provincia della mwsgPannonia superiore, quella più grande, più ad est, rimaneva sotto il dominio della popolazione mwswgermanica dei vicini mwtaQuadi.

Dalla fortezza legionaria di mwtgmwtwCarnuntum si diramavano due strade. La prima conducava al forte di mwuamwuqAd Flexum dopo circa 23mwug km, mentre la seconda a mwuwGerulata dopo 20mwva km circa. mwvqRusovce rappresenta oggi uno dei tre piccoli comuni a sud dell'attuale mwvgBratislava. L'area del forte si trova su un pianoro di forma quasi rettangolare (alto 130–136 m mwvws.l.m.) lungo il fiume Danubio. La distanza dal corso principale del Danubio è di circa 1,3 chilometri.

Il forte

Storia

Il forte era posizionato lungo una mwxastrada militare che univa le fortezze legionarie di mwxqCarnuntum e mwxgmwxwBrigetio. È possibile poi che vi fosse un contatto visivo tra i campi di mwyaGerulata e quelli vicini, più ad ovest, di mwyqmwygAla Nova ed mwywmwzaAequinoctium. Si trovava, inoltre, di fronte ad una zona paludosa formata dalla confluenza di Danubio e mwzqMorava, tra i pendii densamente boscosi dei mwzgPiccoli Carpazi e la mwzwgrande isola di Žitný ostrov, lasciando che vi fosse un unico passaggio per attraversare il grande fiume, a forma di "collo di bottiglia" di fronte all'attuale città di mwaaBratislava. Tale condizione particolare permise ai Romani di posizionare un unico forte in questo mwaqtratto di limes, a mwawGerulata, a protezione di questo varco, al fine di bloccare eventuali invasioni delle vicine popolazioni germaniche a nord del grande fiume.

Dopo i primi insediamenti romani posti sul mwbqDanubio al tempo dell'imperatore mwbgClaudio, lungo la via che da mwbwmwcaCarnuntum conduceva a mwcqmwcgAd Flexum (databili al mwcw50 d.C. circa), in seguito alla mwdacrisi dacica degli anni mwdq85-mwdg89, mwdwDomiziano dispose la costruzione del primo forte in legno e terra a mweaGerulata. Durante il mweqperiodo antonino, il campo fu ricostruito in pietra. A giudicare dai reperti ceramici (mwegmwewterra sigillata), neppure mwfaGerulata fu risparmiata dalle distruzioni che le mwfqguerre marcomanniche portarono un po' ovunque lungo il mwfgmwfwlimes pannonicus.

Con le riforme di mwgqDiocleziano e poi di mwggCostantino il Grande degli inizi del mwgwIV secolo, l'area del forte venne ridotta notevolmente e le fortificazioni subirono una conversione in una tipica struttura tardo-antica con torri a "ferro di cavallo". Probabilmente in occasione delle mwhacampagne suebo-sarmatiche di Valentiniano I degli anni mwhq374 e mwhg375, il forte già ridotto venne trasformato, come tanti altri della zona (tra cui quello di mwhwmwiaCannabiaca), in una città fortificata per proteggere la popolazione circostante (mwiqoppidum). Il sito venne infine completamente abbandonato con l'assegnazione della mwigPannonia agli mwiwUnni nel mwja433 circa.

Struttura

Forte in legno/terra

Il primo accampamento venne costruito in legno e terra. Era posizionato sulla riva occidentale del canale di Rusovcer, nel nord-est della città di mwkgRusovce, vicino all'antico "letto" del fiume Danubio. La profondità del fossato circostante il forte sembra che oscillasse tra 1,3 ed 1,8 metri, mentre la sua larghezza era pari a circa 5 metri. Si è quindi indagata una sezione del muro sud-ovest per una lunghezza di 27 metri. L'angolo orientale è stato invece rimosso dal Danubio, consentendo limitati sondaggi di questa sezione di forte. Dalla mwkwmwlaterra sigillata rinvenuta, di tipo gallico e dell'Italia settentrionale, si è giunti alla conclusione che il campo fu costruito al tempo di Domiziano. La larghezza massima del forte è stato stimato in circa 113 metri.

Degli edifici interni è stata scoperta un baraccamento del periodo di Domiziano o mwlgTraiano lungo la strada 65. Le sue pareti erano fatte in legno, intonacate e dipinte con malta. Vi erano in totale quattro stanze lungo due file parallele e due piccoli forni. Essi erano orientati nella direzione verticale del canale Rusovcer. Questa struttura venne distrutta, sulla base delle indagini archeologiche, da un incendio. La prima stanza era misurava 3,1-3,12 metri di larghezza e 2,20-2,70 metri di lunghezza. L'intonaco era ancora conservato per uno spessore di quattro centimetri nell'angolo nord-est, fino ai 40mwlw cm. Il colore grigio dell'intonaco era dovuto ad un rapporto calce-sabbia pari a 5:1. In alcune parti del muro sono stati trovati tre strati sovrapposti di intonaco. Il pavimento era costituito da terra battuta. Tra la camera 1 e 2 vi era, quindi, un corridoio largo tra i 60 e gli 80 centimetri. Il muro tra le camere 1 e 4 era invece largo 25mwma cm.

La seconda stanza misurava 3,02-3,10 metri × 3,60 metri. L'intonaco è stato conservato per un massimo di 15 centimetri. Il muro della terza stanza era largo 14mwmg cm. Gli elementi portanti della struttura erano posti ai quattro lati della stanza. Si trattava di aste spesse 1,5/2 pollici (probabilmente di pino). In questa stanza il pavimento fu fatto con cura. Era formato da uno strato di ghiaia o frammenti di laterizi minutamente frantumati e malta fine a base di calce aerea (chiamato dai romani mwmwmwnaopus signinum).

Un forno molto ben conservato (a pianta ovale, di 20mwng cm di profondità, l'apertura di 40mwnw cm, l'area occupata di 62 × 52mwoa cm) si trovava lungo la parete ovest della seconda stanza. Fu ricostruito almeno una volta. Aveva pareti spesse 4/5 centimetri ed era fatto di argilla e mattoni dello stesso colore. È stato conservato per un'altezza di 30 centimetri. In sintesi si può affermare che dagli scavi fino ad oggi compiuti su questo edifici, si trattava:

• o di due edifici separati, che si davano le spalle gli uni agli altri;
• oppure di un edificio unico, separato da un corridoio centrale, come sostiene Vladimir Varsik, per il fatto che i muri erano stati intonacati all'interno.cite-ref-8[8]

Forte in pietra

Grazie alla sepoltura dei fossati di terra e legno, si è potuto stimare il periodo della costruzione del primo forte in pietra ad mwqwAntonino Pio. Probabilmente questo forte fu ricostruito uno seconda volta. Nel mwra1991, fu indagato il lato sud del muro di cinta, che era largo un metro circa e si trovava lungo le rive del canale Rusovce. Sul suo lato interno vi era poi un vallo di terra. La scoperta poi di mwrqterra sigillata della tipologia gallica propria del mwrgmwrwlimes renano, ha indotto gli archeologi a datare la costruzione in pietra ad Antonino Pio. Si è potuto poi ipotizzare che le dimensioni del campo nella seconda metà del mwsaII secolo fossero di 133 x 166 metri.

Gli scavi degli anni mwsg1982-mwsw1984 hanno poi messo in luce due fossati, orientati a nord-est e a sud-ovest, larghi 6-7 metri, profondi 2,5 metri e distanti tra loro 4,5-5 metri. Il forte di legno ed il canale distavano 300 metri circa. Il ritrovamento di una moneta del periodo di mwtaMarco Aurelio suggerisce che questa costruzione venne fatta dopo la fine delle mwtqguerre marcomanniche. Magda Pichlerová suggerisce che tutto ciò apparteneva al muro difensivo del mwtgVicus occidentale, Vladimir Vasik lo vede invece come parte di un'installazione militare.

La ricostruzione che ne seguì, avvenne sicuramente non prima del tardo mwuaIII secolo, poiché numerosi e continui furono gli interventi medievali e moderni sulla precedente struttura mwuqtardo antica, distruggendo quasi completamente le fondazioni romane. Solo una moneta di mwugAureliano, scoperta sotto un muro crollato, potrebbe essere utilizzata per una vaga datazione sul possibile inizio del processo di ricostruzione del secondo forte in pietra. Si ritiene anche che presso l'accampamento vi fosse un piccolo porto, sebbene al momento non sia stato ancora localizzato.

Note

cite-note-11. mw1amw1qAE mw1g1972, 448; mw1wmw2aAE mw2q1972, 443; mw2gmw2wAE mw3a1973, 438; mw3qmw3gCIL mw3wIII, 4391; mw4amw4qAE mw4g1966, 292; RHP 82; RHP 83; Lupa 8225; Lupa 8226; Lupa 8250.
cite-note-22. Lupa 8129.
cite-note-33. Lupa 8230; TPSSR 14.
cite-note-44. RHP 286.
cite-note-55. mw7wNotitia dignitatum, mw8aOcc., XXXIV.
cite-note-66. mw9amw9qTabula Peutingeriana, mw9gVI segmento.
cite-note-notocc34-77. mw-gNot.Dign., mw-wOcc., XXXIV.
cite-note-88. mw-wJahrbuch des Römisch-Germanischen Zentralmuseums Mainz, 1998, 43, vol. 2, p. 550.

Bibliografia

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• mwaquVladimir Vlasak, Eva Kolnikova e Klára Kuzmová, Das Römische Lager von Rusovce-Gerulata. Ein Beitrag zu Lokalisierung und Anfängen, in Jahrbuch des Römisch-Germanischen Zentralmuseum Mainz, vol. 43, 1998, pp. 531-589.
• mwaqcTitus Kolník, Römische Stationen im slowakischen Abschnitt des nordpannonischen Limesvorlandes, in Archeologické Rozhledy, n. 38, 1986, pp. 411–434, 467–472.
• mwaqkKarol Pieta e Veronika Plachá, Die ersten Römer im nördlichen Mitteldonauraum im Lichte neuer Grabungen in Devín, in Thomas Fischer, Gundolf Precht e Jaroslav Tejral (a cura di), Germanen beiderseits des spätantiken Limes, Materialien des X. Internationalen Symposiums Grundprobleme der frühgeschichtlichen Entwicklung im nördlichen Mitteldonaugebiet, Xanten vom 2.-6. Dezember 1997, Köln, Archäologisches Instiut der Universität zu Köln, 1999, pp. 179-205.
• mwaqsVeronika Plachá e Karol Pieta, Die Römerzeitliche Besiedlung von Bratislava – Devín, in Archeologické Rozhledy, n. 38, 1986, pp. 339-357.
• Ludmilla Kraskovska: mwaq0Gerulata-Rusovce, das römische Gräberfeld I, in mwaq4Slovenske Narodne Muzeum/Museum Nationale Slovacum, Institutum Archeologicum, Gerulata-Rusovce, Rimske Pohrebisko I, Fontes, vol. II, Osveta, Martin 1974, Deutsche Zusammenfassung, pp.mwaq8 117 e 165-166.
• mwareZsolt Visy, Der pannonische Limes in Ungarn, Stuttgart, Konrad Theiss, 1988, pp. 41-40, ISBN 963-13-2431-1.
• Zsolt Visy, mwarmThe ripa Pannonica in Hungary, Akadémiai Kiadó, Budapest 2003, ISBN 9630579804.
• Jaroslava Schmidtova, mwaryDie vorrömische und frührömische Besiedlung von Gerulata, pp.mwarc 133 - 137, Franz Humer (a cura di), in mwargLegionsadler und Druidenstab. Vom Legionslager zur Donaumetropole (mwarkKatalog des Niederösterreichischen Landesmuseums NF 462; catalogo della mostra presso il Museo archeologico di mwaroCarnuntum-Bad Deutsch-Altenburg, dal 21 marzo 2006 all'11 novembre 2007), vol. II, St. Pölten 2006, ISBN 3-85460-229-4.
• mwar0Werner Jobst, Provinzhauptstadt Carnuntum. Österreichs größte archäologische Landschaft, Wien, Österreichischer Bundesverlag, 1983, ISBN 3-215-04441-2.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Gerulata

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su muzeumbratislava.sk.
• citerefarachne(DE) Gerulata, su Arachne.